mercoledì 26 giugno 2013

Pensione di invalidità, Governo chiarirà su cumulo redditi


Il Governo potrebbe anticipare già nel CdM di domani la proposta di legge 538, che ha l’obiettivo di sanare la questione che versa in un caos interpretativo. A fine 2012 l’Inps aveva introdotto il criterio del “reddito familiare” ma la decisione era stata messa in standby dal ministero dopo le proteste delle associazioni

Il Governo deciso a fare chiarezza sulla questione del cumulo dei redditi per la pensione di invalidità civile.
Nel Consiglio dei Ministri di domani potrebbe arrivare la proposta di introdurre una norma chiarificatrice per sanare la situazione, che versa in un caos interpretativo.
Lo ha annunciato il viceministro alle Politiche sociali, Maria Cecilia Guerra, intervenendo a Roma alla presentazione del rapporto di Cittadinanzattiva. 
Il nostro obiettivo é accelerare il percorso del disegno legge 538 per fare chiarezza sui criteri, sottolinea Guerra.

Ma stiamo anche cercando di anticiparlo introducendo una norma per sanare la situazione interpretativa. 
La discussione su questo punto potrebbe andare nel Consiglio dei ministri di domani.
La vicenda del cumulo dei redditi scoppiata a fine 2012 quando una circolare dell’Inps (n. 149/2012) annunciava che dal primo gennaio 2013 sarebbe stata assegnata la pensione di invalidità agli invalidi con un reddito familiare, e non più personale, non superiore ai limiti di legge (anno pari a euro 16.127,30). 
La decisione era poi stata messa in standby (messaggio Inps n. 717/2013) su suggerimento del ministero del Lavoro.
Se fossero considerati i redditi anche dei coniugi sottolinea Tonino Aceti di Cittadinanzattiva perderebbero la pensione di invalidità 850.000 persone.