lunedì 5 settembre 2016

Reiezione domanda di assegno sociale per separazione legale senza assegno di mantenimento


l'INPS ha iniziato a respingere le domande di assegno sociale di cittadini che, pur in possesso del requisito reddituale richiesto, sono separati legalmente senza assegno di mantenimento in quanto negli accordi tra le parti, non è stato previsto. 
Le sedi territoriali dell’Inps stanno applicando le direttive della sede centrale dell’Istituto impartite con una nota interna. 
L'Inps, nel sottolineare che l’assegno sociale è subordinato alla sussistenza di uno stato di bisogno economico e che ha “natura meramente sussidiaria e spetta solo in mancanza di altre concrete e possibili fonti di reddito” deduce l'esistenza o meno dello stato di bisogno dall'unica circostanza che il richiedente abbia chiesto o meno l'assegno di mantenimento.
Secondo l’Inps con la rinuncia al mantenimento si deduce l’autosufficienza economica che non può cambiare in un “breve lasso di tempo” diventando situazione di bisogno che “sarebbe comunque conseguente ad un atto volontario di rinuncia alla percezione di un reddito”, per cui la prestazione assistenziale….(che come detto ha natura sussidiaria) non potrebbe essere riconosciuta. 
Il parere della Consulenza Legale INCA , circa la possibilità di contrastare in contenzioso la posizione INPS, non è positivo, visti anche i precedenti giudizi. Recentemente, si è concluso avanti la Corte di Cassazione un contenzioso promosso a Torino da due cittadini formalmente nullatenenti nel corso del quale è stato dato rilievo a “indicatori” collegati al tenore di vita quali, tra gli altri, il pagamento di un elevato canone di locazione abitativa e addirittura il sostegno economico ricevuto dai figli (Cassazione, sentenza n. 14210 del 2013).
Il cittadino che si trova in stato di bisogno, prima di rivolgersi alla solidarietà generale, è tenuto a richiedere il sostegno del coniuge in adempimento degli specifici obblighi giuridici esistenti tra persone legate dal vincolo coniugale che può continuare ad avere effetti anche dopo lo scioglimento del matrimonio e dopo la morte attraverso la pensione di reversibilità che si innesta proprio sul diritto agli alimenti.
La scelta da parte del coniuge più debole di rinunciare all’assegno di mantenimento, anche di irrisorio importo, optando per una separazione consensuale senza obbligo di alimenti a carico dell’altro coniuge che sia titolare di un reddito seppur minimo, rischia di metter in luce un intento elusivo e di dar corpo ad una presunzione di possesso di redditi occulti, ostativi all’accesso alla prestazione. 
Peraltro, se, successivamente alla separazione, conclusasi con una dichiarazione di autosufficienza reddituale, si siano verificate le condizioni di bisogno, il soggetto può chiedere una modifica degli accordi e rivendicare un assegno a carico del coniuge in ragione di detta sopravvenienza (Tratto da circolare INCA n°111 del 23 ottobre 2015).

Un interessante articolo che, viceversa, tratta il caso in cui la reiezione/revoca dell'assegno sociale avvenga perchè i coniugi separati continuano a condividere lo stesso tetto: LINK 

Diverso è il caso, invece, in cui l'ex non provveda al versamento dell'assegno di mantenimento pattuito: LINK