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lunedì 7 settembre 2026

LAVORI A NERO? STAI PERDENDO MOLTO PIÙ DELLA PENSIONE


 ðŸš¨ LAVORARE A NERO PUÃ’ COSTARTI MOLTO PIÙ DELLO STIPENDIO.

Non ci sono soltanto i contributi pensionistici.

Possono entrare in gioco anche NASpI e altre tutele collegate al rapporto di lavoro.

⚠️ Ma attenzione: un lavoro non regolarmente denunciato non significa automaticamente che ogni diritto sia perso.

La possibilità di recuperare la contribuzione e far riconoscere il rapporto deve essere valutata in concreto, sulla base delle prove disponibili e delle regole applicabili.

📌 Hai lavorato senza essere regolarmente assunto?

💬 Scrivi NERO nei commenti: ti spiego quali prove possono essere utili.

🔖 Salva il Reel: potrebbe servirti in futuro.

📤 Condividilo con chi lavora o ha lavorato a nero.

#lavoronero #pensioni #contributi #INPS #pensioniinvalidità #carminebuonomo #handicap #disabilità #invalidità

venerdì 30 agosto 2013

Infortunio sul lavoro e malattia professionale. Danno biologico e criteri di calcolo


In caso di infortunio o di malattia professionale, per valutare il grado di inabilità subito dal danneggiato bisogna prendere a riferimento una specifica tabella – denominata “tabella delle menomazioni” – che prevede tutti i quadri menomativi derivanti da lesioni e/o malattie professionali, comprendendovi sia i riflessi sulla capacità lavorativa, sia gli aspetti dinamico-relazionali, ossia, il danno alla persona intesa nella sua globalità.

La descrizione della menomazione riportata nelle singole voci della tabella si riferisce al valore massimo (“fino a…”). Pertanto, per verificare il danno, bisognerà commisurarlo alla sua effettiva gravità: si parte da un minimo pari a 1 e si va, via via, crescendo.

Nel caso di danni composti, costituiti cioè di più menomazioni, non si può fare una semplice somma delle singole menomazioni indicate in tabella, ma bisogna valutare il danno nel suo complesso e in concreto, in relazione a specifici elementi medico-legali, considerati anche nella loro reciproca influenza. In questo senso, si è espressa la Cassazione [1]. In pratica, in questi casi, la valutazione avviene adottando criteri e metodi diversi, tra i quali il più usato e il “metodo proporzionalistico a scalare”. Tale formula viene applicata non con un rigore matematico assoluto, ma come punto di partenza indicativo per avere un’idea dell’ordine di grandezza attorno al quale deve aggirarsi la valutazione del danno complessivo.

La valutazione medico legale richiede, inoltre, anche l’indicazione di un coefficiente, da rilevare dall’apposita “tabella dei coefficienti”. Tale coefficiente serve a stabilire quanto incide la menomazione sulla capacità lavorativa dell’assicurato e sulla sua ricollocabilità nella stessa categoria lavorativa.