mercoledì 26 febbraio 2014

Il non vedente conserva la pensione di invalidità civile a prescindere dal suo reddito lavorativo

Sull'annosa questione sulla compatibilità tra pensione per cecità civile e reddito da lavoro, allego un interessantissimo precedente, gentilmente inviatomi dal collega avv. Antonio Tota del Foro di Foggia.

Sull'argomento, troverete altri precedenti della Cassazione (in particolare a Sezioni Unite) al seguente LINK.


lunedì 17 febbraio 2014

Il Tribunale di Bergamo riconosce ai collaboratori a progetto il principio dell’automaticità delle prestazioni


Pubblichiamo questa recente ed importante sentenza (n. 941 del 12 dicembre 2013) del Tribunale di Bergamo che ha riconosciuto il diritto di una lavoratrice impiegata con contratti di collaborazione a progetto a vedersi riconosciuti dall’INPS i contributi dovuti e non versati dal proprio datore di lavoro, in virtù dell’applicazione del principio sancito dall'art. 2116 del codice civile (automaticità delle prestazioni).

Riepiloghiamo brevemente i termini della questione e la decisione assunta dal Tribunale di Bergamo.

L’art. 2116 del codice civile prevede per il lavoro subordinato che la prestazione (sia quella temporanea che quella pensionistica), normalmente garantita dal versamento contributivo, è dovuta anche qualora il datore di lavoro si renda responsabile del mancato o irregolare versamento dei contributi a cui è tenuto per legge. Per i lavoratori della Gestione separata che hanno un committente obbligato a versare i contributi, questo principio non opera.

Non è di questo avviso però il giudice del Tribunale di Bergamo che nel caso specifico argomenta come la non applicabilità del principio di automatismo delle prestazioni ha una sua coerenza nei casi di rapporti di lavoro autonomo (ad esempio per i professionisti); in questi casi, infatti, l'obbligo di pagamento della contribuzione previdenziale grava sui lavoratori stessi assicurati e sui quali ovviamente non può che ricadere la conseguenza dell'eventuale omesso versamento.

venerdì 7 febbraio 2014

Domanda di indennità di accompagnamento abbinata a certificato medicoprivo della spunta dei campi relativi alla disautonomia

Ordinanza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, sulla idoneità della domanda amministrativa di indennità di accompagnamento preceduta da invio di certificato medico privo della spunta dei campi relativi alle due condizioni di disautonomia di cui all'art. 1 L. 18/1980.

Ringrazio la carissima amica avv. Maria Paola Monti, amministratrice tra l'altro, della pagina Facebook "Previdenzialisti Romani" per la preziosa segnalazione. 
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giovedì 6 febbraio 2014

Invalidità ed inabilità civile: si considera il reddito netto o lordo?



Articolo dell'amico Carlo Giacobini, Direttore di Handylex.org.

La domanda di fondo rimane quella che riguarda anche le altre prestazioni riservate agli invalidi civili: la risposta cela una dei veri e propri «misteri» della nostra burocrazia assistenziale.Un po’ di storia non guasta, per capire meglio.

L’ORIGINE - Agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordomuti vengono erogate delle provvidenze economiche rapportate al loro grado di invalidità. Uno degli elementi che determina la concessione è il limite reddituale. Prima di concedere o confermare pensioni, assegni o indennità di frequenza, viene quindi verificato il reddito personale annuo dell’interessato. Fanno eccezione le indennità di accompagnamento per ciechi e invalidi civili, l’indennità di comunicazione per i sordomuti e l’indennità per i ciechi ventesimisti, per le quali non è previsto alcun limite reddituale. 

Ma a quale reddito si deve far riferimento? La normativa di riferimento per i limiti reddituali è l’articolo 14 septies della Legge 29 febbraio 1980, n. 33: “i limiti di reddito […], sono elevati a L. […] annui, calcolati agli effetti dell’IRPEF e rivalutabili annualmente secondo gli indici di valutazione delle retribuzioni dei lavoratori dell’industria, rilevate dall’ISTAT agli effetti della scala mobile sui salari”. Sono possibili due ipotesi interpretative: considerare il reddito complessivo cioè tutti i redditi che non siano esenti per legge dal calcolo dell’IRPEF, oppure considerare ilreddito imponibile ai fini IRPEF. La differenza ovviamente è sostanziale.

Qualificazione del rapporto di lavoro, verbali ispettivi e pretese contributive INPS


Ringrazio l'amico prof. avv. Ottavio Pannone per questo interessantissimo articolo pubblicato su "Diritto24".

Una pregevole sentenza della Corte d'Appello Genova, Sezione Lavoro civile, Sentenza 11 gennaio 2013, n. 18 (Pres. Vigotti, rel. Ponassi) esamina, con particolare attenzione, il tema della esatta qualificazione del rapporto di lavoro e delle risultanze emerse dai verbali ispettivi.
Nel caso in esame, la Corte genovese ha ritenuto fondato il ricorso in appello con il quale l'appellante chiedeva accertarsi l'insussistenza dell’asserito rapporto di lavoro subordinato contestatogli dall'Inps, con il verbale di accertamento ispettivo, intrattenuto con una persona straniera, e per l'effetto dichiarare non dovute le somme pretese dall'istituto, a titolo di contributi, anche in considerazione del fatto che i testi escussi avevano confermato l'insussistenza di rapporto di lavoro di cui sopra.
Nella fattispecie, la prospettazione dell’Inps si fondava unicamente sulla riscontrata presenza della donna nel locale, intenta a svolgere le pulizie, in un momento di assenza del titolare.
In tale occasione, la donna, riconoscendo un legame affettivo con il titolare, riferiva di essersi recata in azienda per aiutare lo stesso a fare un po' di pulizia, senza però fornire alcuna ulteriore precisazione in ordine al concetto di 'aiuto', finalizzato cioè a comprendere se esso integrasse o meno gli estremi di un rapporto di lavoro.

mercoledì 5 febbraio 2014

Il reclamo nell'ATPO ex art. 445-bis cpc


L'ATPO di cui all'art 445-bis cpc non ha natura cautelare, ma costituisce mera condizione di procedibilità finalizzata all'accertamento del requisito sanitario che la parte deve esperire prima di dar corso al giudice di merito sicchè, avverso la declaratoria di inammissibilità del ricorso non è proponibile il reclamo. 
Di conseguenza, una volta espletata tale fase dell'ATPO, indipendentemente dall'esito (e quindi anche nel caso di pronuncia di inammissibilità) la parte ben può introdiurre il giudizio di merito nel quale farà valere ogni sua ragione, anche connessa alla pronuncia conclusiva della fase di ATP (Tribunale Roma, Sez. Lavoro, 17/12/2012).
Ringrazio sentitamente l'amico avv. Fulvio Mastrantuono per la preziosa segnalazione.

martedì 4 febbraio 2014

Manifestazione nazionale avvocatura del 20.02.2014


Per giovedì 20 febbraio è indetta la manifestazione di protesta a Roma dell'Avvocatura a livello nazionale.
Il nostro Consiglio forense ha messo a disposizione gratuitamente treni e bus per convogliare a Roma gli avvocati napoletani.
Per partecipare alla manifestazione è necessario ed indispensabile compilare e sottoscrivere il modulo di adesione, che troverete in allegato, depositandolo tempestivamente presso la sede del nostro Consiglio forense.
Per la notevole improcrastinabile importanza della manifestazione, dobbiamo essere tutti presenti e in maniera massiccia.
I previdenzialisti napoletani saranno in prima linea!!!


Carmine Buonomo