mercoledì 28 febbraio 2018

Protocollo INPS / Tribunale Napoli Nord per l’accentramento delle operazioni peritali nei giudizi previdenziali ed assistenziali




“Vista la richiesta dell’Inps al Presidente del Tribunale di Napoli Nord di centralizzazione delle operazioni peritali”…… così inizia il protocollo di intesa sottoscritto lo scorso novembre tra INPS, Presidenza del Tribunale Napoli Nord ed ASL con la quale quest’ultima metteva a disposizione dei locali siti in Aversa per consentire l’accentramento peritale: in pratica, per agevolare la partecipazione dell’INPS con propri consulenti, l’ASL ha messo a disposizione del Tribunale i suoi locali, aperti al pubblico giudiziario dalle 14 alle 18 per l’espletamento delle operazioni medico legali nelle controversie ex art. 442 e 445 bis cpc.
A seguito di tale convenzione, sono gli stessi magistrati  che stabiliscono il giorno ed il luogo delle operazioni peritali presso il gabinetto medico dell’ASL dove i loro consulenti di fiducia debbono espletare le operazioni peritali, secondo un calendario tenuto a loro disposizione in udienza con il limite massimo di otto consulenze per ciascun giorno.
L’Unione Italiana Forense (UIF) sezione di Napoli Nord, venuta  a conoscenza della convenzione (solo perché alcuni iscritti avevano notato che i c.t.u. avevano già fissato le consulenze presso i gabinetti medici  dell’ASL) ha immediatamente inviato un documento al COA di Napoli Nord, alla Presidenza del Tribunale ed altri enti, sollevando le critiche al provvedimento, in considerazione dell’esperienza negativa presso altri Tribunali che hanno dilatato i tempi di definizione dei giudizi di ATP; chiedeva, quindi, un immediato incontro con la Presidenza del Tribunale, tenuto conto che il protocollo di intesa era stato adottato senza il parere del COA e delle Associazioni degli Avvocati e dei disabili.
Immediatamente si è attivato anche il COA di Napoli Nord, il quale, con delibera, ha chiesto l’immediata sospensione  del protocollo di intesa, sollecitando un incontro con la Presidenza per una definizione del caso.
Va dato atto alla Presidenza del Tribunale di Napoli Nord di aver immediatamente rimediato all’errore di aver sottoscritto un protocollo solo con una parte processuale (INPS) avente ad oggetto lo svolgimento delle operazioni peritali in materia previdenziale in cui parti attive sono proprio i soggetti esclusi dal protocollo (medici – ctu ed avvocati); errore ovviamente politico anche se (discutibilmente) corretto dal punto di vista giuridico.
La Presidenza ha, quindi, ha convocato  tutte le parti che avevano manifestato contrarietà al provvedimento, UIF compresa, aprendo un tavolo permanente sulla questione al fine di risolvere insieme le eventuali criticità al sistema, provvedendo  a sospendere le visite disposte presso la ASL; ha anche proposto un nuovo “protocollo” di intesa tra Presidenza, INPS, medici ed avvocati sull’accentramento peritale, al fine di concordare insieme le modalità di svolgimento delle visite medico legali presso la sede ASL di Aversa.
Chiariamo subito che la UIF, come deliberato anche nell’assemblea degli iscritti, è contraria all’accentramento peritale, in quanto non fa altro che costituire un ulteriore privilegio in capo all’Istituto con costi a carico del cittadino, a danno anche della certezza sui tempi del processo.
Non ci si vuole dilungare sui privilegi che la legge già accorda all’istituto in materia di esecuzioni e/o prescrizione e decadenze; soffermiamoci solo sulle norme che prevedono l’obbligatorietà della partecipazione dell’INPS alle operazioni peritali in materia di invalidità civile.
A differenza da quanto previsto del codice di procedura civile, nelle cause in materia di invalidità civile è previsto l’obbligo per il ctu di comunicare all’INPS, almeno 15 giorni prima,  la data di inizio delle  operazioni peritali al fine di permettere all’istituto di partecipare con dei suoi consulenti; addirittura, la comunicazione è obbligatoria anche se l’Inps è contumace ed eventuali vizi possono essere rilevati, anche d’ufficio, dal Giudice e comportano la nullità delle consulenza ex art. 195 III comma cpc.
Inoltre, l’Inps ha stipulato convenzioni con l’ordine dei medici fornendo agli iscritti un pin per accedere al “portale del ctu”: lo scopo, palesato dalla circolari INPS, “è quello di instaurare una comunicazione diretta tra i medici CTU e i medici CTP dell’Inps; in questo modo il CTU medico-legale potrà inviare direttamente all’Inps i dati relativi alle operazioni peritali in fase di svolgimento e la bozza della relazione peritale, ricevere le osservazioni del medico CTP Inps e verificare anche la situazione dei pagamenti a lui dovuti secondo le disposizioni del giudice”.
A fronte delle prerogative  legislative (che rendono pressoché impossibile che l’INPS sia all’oscuro di una ctu in materia previdenziale), ci si chiede, in primo luogo, se sia necessaria un’ulteriore spesa per la collettività al fine di permettere  “comodamente” ai consulenti di parte dell’istituto di partecipare alle operazioni peritali; in secondo luogo, se il sistema dell’accentramento garantisce le esigenze di celerità previste dal procedimento per ATPO.
La UIF ha già manifestato le proprie perplessità in ordine alla celerità dei procedimenti che sarebbero ulteriormente compromesse in un Tribunale, come quello di Napoli Nord, in cui mancano uomini e mezzi; bisogna dar atto degli sforzi dei magistrati della sezione Lavoro che hanno ridotto notevolmente i tempi di definizione di giudizio (secondo i dati forniti dalla Presidenza), ma è d’obbligo chiedersi se vale la pena di vanificare tali sforzi solo ed esclusivamente per accontentare le esigenze dell’INPS.
Le perplessità nascono dall’esperienza (negativa) attualmente esistente presso il Tribunale di Nola e Santa Maria Capua Vetere, dove i tempi di attesa di una visita peritale da espletarsi presso le strutture decentrate, dopo il giuramento del ctu, variano dai 6 ai 9 mesi; il protocollo redatto dalla Presidenza, prevede (a regime) lo svolgimento di 8.000 consulenze l’anno (lavorando anche nei festivi e nei mesi estivi) ovvero un numero di consulenze pari al numero di cause assistenziali iscritte a ruolo, opposizioni comprese.
Ma se dovesse succedere qualche intoppo, quali sarebbero i tempi? È vero che il protocollo ed il tavolo permanente proposto dalla Presidenza  servono proprio a risolvere le eventuali problematiche che dovessero sorgere in corso d’opera; ma,ribadiamo: è proprio necessario tutto questo dispendio di energie solo per favorire una ulteriormente una parte processuale già di per sé “privilegiata” dalla legge? Siamo certi, poi, che gli inconvenienti possono essere risolti facilmente?
       Altre perplessità sono legate anche ai dubbi circa l’idoneità della sede ASL a svolgere le consulenze; vi è il timore fondato che le ctu possano subire la stessa sorte delle visite svolte dalle ASL in sede amministrativa: è noto che (per la maggior parte dei casi) presso le ASL, le visite medico legali, in tema di invalidità, vengono effettuate solo visionando la documentazione medica senza che vengano effettivamente controllate le condizioni di salute degli aspiranti invalidi (soprattutto quando si tratta di indennità di accompagnamento); una volta identificato l’invalido e raccolte le carte (operazione che non richiede più di 15/20 minuti) il tutto viene trasferito alla Commissione INPS che formula il giudizio finale.
Il protocollo per l’accentramento peritale, prevede che per ogni consulenza un limite massimo di 30 minuti: ma siamo certi che questo sia un tempo sufficiente per l’espletamento della una ctu previdenziale? È pur vero che alcuni “noti” consulenti sono soliti fissare accessi medico legali a distanza di 15 minuti ciascuna ma , in sede giudiziaria, ci si aspetta un esame più approfondito delle condizioni di salute del ricorrente rispetto a quello espletato in sede amministrativa.
L’accentramento peritale, svolto in luoghi che già sappiamo essere privi di strumenti (computer, stampanti, separè per la privacy, bilance pesapersone, misuratori di pressione, visualizzatori per le radiografie, ecc), possono garantire un’accurata indagine medico legale?
Se volessimo dilungarci oltre, sicuramente ci sarebbero ulteriori i criticità del sistema che possono sfuggire anche agli scriventi ma che comunque confermano quanto sia inopportuno l’accentramento peritale, in termini di costi per la collettività e di tempi per la definizione dei giudizi.
Ma se la Presidenza del Tribunale ha già preso in comodato i locali dell’ASL, difficilmente farà un passo indietro: ora resta solo da stabilire se subire passivamente un provvedimento della Presidenza (come accaduto per il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e Nola) oppure partecipare alla sottoscrizione di un protocollo che disciplina le modalità dell’espletamento delle operazioni peritali all’ASL.
E su questo deve decidere solo il COA di Napoli Nord in rappresentanza dell’avvocatura e delle Associazioni.

F.to Il Presidente avv. Gaetano Irollo
F.to Il Segretario avv. Carmine Buonomo