martedì 15 gennaio 2013

Social card 2013



Milano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Venezia, Verona, Genova, Bologna, Bari, Catania e Palermo.
Eccole, le dodici città dove verrà avviata, nel prossimo anno, la sperimentazione della nuova social card, la “carta degli acquisti” aggiornata dal governo Monti percontrastare le famiglie in stato di povertà assoluta.
Come noto, la prima versione della carta era stata varata dall’ex ministro Tremonti all’interno del decreto-legge 225/2010 e si proponeva di supportare negli acquisti di beni essenziali persone in particolare stato di indigenza. 
Oggi, la platea, secondo quanto emerge dall’opera ormai in via di conclusione del sottosegretario al Lavoro, Maria Cecilia Guerra, verrebbe tuttavia spostata sul versante dei nuclei famigliari, con particolare attenzione all’aggiustamento di alcuni parametri per accedere alla carta, che dovrebbe detenere un valore di 4 o 5 volte superiore alla sua progenitrice. 

In particolare, sembra che i destinatari del servizio dovranno essere in presenza di conclamato disagio lavorativo con minore a carico. 
Sarà richiesto di rientrare anche in criteri immobiliari ancora da definire e, soprattutto, le famiglie che potranno ottenere la social card non potranno avere un reddito Isee superiore ai 3 mila euro, a differenza della carta Tremonti che fissava la soglia a 6 mila euro. 
Asticella più bassa, dunque, che però, secondo i dati attuali, includerebbe oltre 370 mila nuclei. Prospettiva in cui si inserirebbe la strategia dell’ultima fase del governo Monti, di contrastare tout court un fenomeno, a detta di tutti gli indicatori, in forte crescita, quello della povertà assoluta. 
Secondo gli ultimi dati Istat, infatti, sarebbero oltre 1 milione e 156 mila le famiglie sotto la linea critica di reddito, un valore che corrisponde a circa il 5% del totale per oltre 3 milioni di individui.